Cuba, Diaz-Canel è il nuovo presidente

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Cuba, Diaz-Canel

 

Cuba, Diaz-Canel è il nuovo presidente


“Continuità alla Rivoluzione, nessuno spazio al capitalismo”

Per il 57enne - ingegnere, ex ministro e alto dirigente del Partito comunista - 603 voti su 604.
E' la prima figura istituzionale esterna alla famiglia Castro a guidare il paese.
E nel suo primo discorso precisa di volere difendere l'eredità di Fidel

La sua era una vittoria già annunciata da settimane e la conferma è arrivata oggi, all’indomani del voto segreto del Parlamento.
Diaz-Canel ha inaugurato il suo mandato con un discorso nel quale ha difeso la continuità della Rivoluzione comunista, in piena fedeltà con la “generazione storica” dei dirigenti che parteciparono nella guerra contro il regime di Fulgencio Batista.

Il nuovo presidente ha così dichiarato in Assemblea: "Il mandato dato dal popolo a questa legislatura è di continuare e perfezionare la rivoluzione cubana in questo momento storico cruciale.
Cuba non fa concessioni: mai cederemo i nostri principi in base a pressioni o minacce"

Diaz-Canel ha reso omaggio al suo predecessore, Raul Castro, assicurando che resterà "a capo della vanguardia rivoluzionaria" in quanto segretario del Pcc e "prenderà le principali decisioni per il presente e il futuro" dell'isola.

In risposta alle loro "preoccupazioni ed aspettative", ha aggiunto, i cubani sanno che possono contare sull'"esperienza e la leadership" del Pcc, l'eredità del pensiero di Fidel Castro e l'esempio di suo fratello Raul.
Quanto alla "attualizzazione del modello economico e sociale" di Cuba, Diaz-Canel ha detto che è necessario "perfezionarne l'applicazione e correggerne gli errori, che spesso irritano la popolazione e seminano cinismo ed insoddisfazione", senza entrate nei dettagli della questione.

Per quanto concerne la politica estera, invece, il nuovo leader cubano ha assicurato che resterà "inalterabile", in un "contesto internazionale segnato da un ordine mondiale ingiusto", perché "Cuba non fa concessioni: mai cederemo i nostri principi in base a pressioni o minacce.

Siamo sempre disposti a dialogare con tutti, a partire dal rispetto, dall'essere trattati come uguali", ha indicato Diaz-Canel, prima di aggiungere che "la Rivoluzione è viva e va avanti", continuando a svilupparsi "senza timori e senza passi indietro".

Dati e info: La Repubblica, Il fatto Quotidiano