La straordinaria biodiversità della natura brasiliana si riflette nella grande varietà di frutta della più grande nazione del Sud America. Sono diventati una presenza sempre più costante nel banco del supermercato, mentre un tempo venivano consumati soltanto nelle occasioni speciali: si tratta dei frutti esotici, frutti provenienti dalle zone tropicali del mondo, dove si producono delizie dai colori e dalle forme bizzarri e particolari. I cosiddetti Frutti esotici sono piante originarie della fascia tropicale o sub tropicale del pianeta, i cui frutti vengono utilizzati per il consumo umano freschi o più o meno lavorati e esportati in tutto il mondo. Alcuni frutti tropicali sono presenti sulle tavole italiane da molto tempo, altri sono una novità più o meno recente. In certi casi i frutti tropicali possono essere coltivati nel nostro Paese, anche se forse più per il consumo personale che su larga scala per la commercializzazione. Coprire velocemente le immense distanze che separano le regioni di produzione da quelle di consumo è impossibile e così la frutta viene trasformata in polpa nelle zone di coltivazione poco dopo il raccolto, congelata rapidamente e quindi distribuita. La trasformazione in polpa è un processo di lavorazione semplice, ma rigoroso, in cui tutte le proprietà della frutta rimangono pressoché immutate, grazie al rapido processo di congelamento della polpa, senza aggiunta di conservanti, additivi o coloranti. Tra i frutti tropicali più comuni, presenti ormai diffusamente anche nel nostro paese: L'avocado è la bacca prodotta dalla Persea americana, piccolo albero originario dell'America centrale. Gli alberi sempreverdi producono numerosi frutti a forma di pera, a seconda della varietà della pianta questi frutti possono avere buccia verde, marrone, o anche viola, liscia o ricoperta da rughe e bitorzoli. La maturità del frutto si sente quando la polpa è leggermente cedevole. Si mangia crudo, a pezzetti o frullato; in genere è un frutto che si consuma con aggiunta di sale, come base di salse quali il guacamole, o in insalata. La polpa, di colore verdino o giallognolo, è cremosa e contiene molto olio.
Il mango è il frutto della mangifera indica, albero sempreverde originario dell'Asia, ormai coltivato anche in Africa e sud America. Il frutto somiglia ad una enorme oliva; esistono decine di varietà di mango, quindi ci sono frutti di vario colore e dimensione; generalmente quelli venduti in Europa sono della dimensione di una mela, e di colore vario, dal verde al giallo, dall'arancione al rosso, fino anche al porpora. Questo frutto si consuma crudo, o anche in marmellate o composte. Nella cucina indiana viene utilizzato anche nella versione salata, mescolato a piatti di carne speziati.
La papaya è il frutto di una pianta chiamata Carica papaya; queste piante si sviluppano in natura in America centrale e meridionale, dove producono grandi frutti, fino a 6-7 kg di peso. Ha polpa soda e profumata, ch contiene un particolare enzima, la papaina; questo enzima ha la capacità di ammorbidire le carni, e infatti spesso la linfa della pianta, il succo del frutto o anche pezzetti del frutto venivano tradizionalmente utilizzati dalle popolazioni centro americane per questo scopo. Le papaye si consumano quando sono di un bel colore giallo dorato, e vengono mangiate crude, o in marmellata, dopo aver levato la buccia e gli innumerevoli semi contenuti al centro del frutto. Le papaye verdi vengono utilizzate cotte, spesso in piatti salati. I semi di papaya sono commestibili ed hanno un sapore intenso e speziato; disseccati ed abbrustoliti possono venire utilizzati come pepe.
Il maracuja è il frutto di alcune varietà di passiflora, viene anche chiamato infatti frutto della passione; ne esistono due varietà, una gialla, delle dimensioni di una piccola arancia, e una viola, delle dimensioni di un mandarino. Sono piante di origine sud Americana, ormai diffuse da secoli in coltivazione anche in Asia, Nuova Zelanda e in gran parte delle zone tropicali del mondo, dove talvolta sono divenute delle piante infestanti.
Il frutto della passione si consuma quando la buccia comincia a perdere di turgore e la polpa diviene morbida. A questo punto si incide con il coltello la buccia sottile e con un cucchiaio si estraggono semi e polpa, che si consumano assieme. Il sapore è decisamente molto aromatico. Viene utilizzato crudo, ma può essere usato anche per produrre marmellate, succhi di frutta, gelatine, gelati, creme.
Feijoa è un grosso frutto dell'Acca sellowiana, simili a grosse prugne verdi. Pianta originaria dell'America centro-meridionale, questa pianta si coltiva anche in Europa, in Asia e in Africa. I frutti hanno una scorza dura e resistente, che si incide con il coltello per dividere il frutto a metà; all'interno la polpa è gialla, profumata, leggermente dolce, aromatica, si consuma cruda.
Guava è un frutto dello Psidium guajava, originario dell'America meridionale, molto coltivato anche in Asia. I frutti di guava sono simili a delle mele cotogne, e sono maturi quando raggiungono la colorazione gialla ed una consistenza abbastanza cedevole al tatto, ma non eccessivamente. Generalmente si mangiano crudi, ma vengono utilizzati anche per produrre confetture, creme, gelatine.
La pitaya è il frutto di un cactus, detto hilocereus undatus, originario dell'America meridionale, coltivato per produrre frutti anche in Asia; il frutto è simile ad una pera morbida, di colore giallo o rosato, appena colto è ricoperto da numerose spine, che in genere non sono presenti sui frutti diffusi sul mercato, come avviene per i fichi d'India. Il frutto si consuma tagliandolo a metà e consumando la polpa morbida con un cucchiaio; i frutti di pitaya sono pieni di piccoli semi scuri, immersi in una polpa gelatinosa bianca, dal sapore delicato e profumato. Questo frutto si consuma generalmente crudo, fresco, ma può essere utilizzato anche per succhi, creme, gelatine.